Sono le persone che generano il valore nelle aziende: professionalità e ambiente di lavoro sereno permettono la trasformazione delle cosce fresche in Prosciutti di Parma stagionati, ricchi di sapori, di profumi e di gusto. Impiegati, operai e agenti lavorano insieme da tre generazioni, con lo stesso obiettivo e la stessa cura.
Partiamo da una materia prima italiana e tracciata. Il resto è esperienza: ripetuta ogni giorno, coscia dopo coscia, fino alla stagionatura.
Solo suini nati, allevati e macellati in Italia, alimentati senza OGM e con siero di Parmigiano-Reggiano. Peso minimo 180 kg, tracciabilità totale su ogni coscia.
Durata: controllo in ingresso, coscia per coscia
Sale marino, in piccola quantità, distribuito a mano su ogni coscia. Nessun conservante: solo il gesto ripetuto migliaia di volte.
Durata: circa 20 giorni, in due fasi
Le cosce riposano in celle a temperatura e umidità controllate: il sale si distribuisce in profondità, in modo uniforme, prima delle fasi successive.
Durata: circa 60-100 giorni
Le cosce vengono lavate per rimuovere il sale residuo, poi asciugate: la superficie si prepara ad accogliere la sugna.
Durata: qualche giorno
La sugna, impasto di grasso di maiale, viene applicata a mano sulla parte magra scoperta: protegge la carne e ne rallenta l'essiccazione.
Durata: a circa metà stagionatura, intorno al settimo mese
In cantina il tempo fa il proprio lavoro: aria, pazienza e temperatura costante trasformano la coscia in Prosciutto di Parma DOP.
Durata: da 16 a 36 mesi, secondo la linea
Un esperto del Consorzio verifica ogni coscia con l'ago di osso di cavallo. Solo chi supera l'ispezione riceve la marchiatura a fuoco del Prosciutto di Parma DOP.
Durata: dal settimo mese di stagionatura
Qui il tempo sembra essersi fermato. I nostri prosciutti affinano nella vecchia cantina di Castrignano, tra pareti di sasso che respirano lentamente e finestre aperte al vento marino: nasce così il microclima naturale che, insieme alla microflora spontanea custodita tra le mura, dà al Prosciutto Simonini il suo carattere. Le cosce migliori vengono selezionate per l'affinamento finale e posate sulle scalere di legno di abete, con lo stesso gesto tramandato dai nostri nonni.
«L'attesa premia il momento della degustazione.»
Vittorio Simonini